Sicilia: Presepe Artistico Semovente, Palazzo dei Benedettini, Palermo

Sicilia: Presepe Artistico Semovente, Palazzo dei Benedettini, Palermo

Il 16 dicembre è stato inaugurato presso il Palazzo dei Benedettini a Cinisi, Palermo, il Presepe Artistico Semovente.

Questa meravigliosa opera di Giacomo Randazzo, possiede un grande valore sia a livello culturale, sia artistico che meccanico.
Da oltre 50 anni la magia di questo presepe viene riproposta in 80 mq di esposizione.

L’opera di Randazzo, realizzata in scala 1:10 è costituita da esposizioni, miniaturizzazioni e movimenti che fanno rivivere la civilità rurale ed artigiana di un tipico paese siciliano degli anni’50 con i mestieri tradizionali dell’epoca. Possiamo ammirare ciabattini, filatrici, carretti siciliani, il sagrestano che suona le campane, il Mulino e la Madonna che dondola Gesù Bambino.

L’opera di Giacomo Randazzo è stata inserita, nel 2007, nel R.E.I. Patrimonio dell’Unesco e ha vinto numerosi premi regionali e nazionali.

E’ possibile visitare il Presepe Artistico Semovente per tutto il periodo natalizio dalle ore 16.30 alle ore 20; l’ingresso è gratuito.

I turisti che desiderassero ammirare personalmente questa splendido splendido capolavoro natalizio, possono raggiungere la Sicilia imbarcandosi a Napoli sui traghetti per Palermo Snav.

Sicilia: Cuore di cactus di Antonio Calabrò

Cuore di cactus” è un libro pubblicato da Sellerio nel 2010 e scritto da Antonio Calabrò, manager e giornalista economico siciliano.

Si tratta di un racconto che parla della Sicilia, in particolare della città di Palermo e delle battaglie contro la mafia del piccolo giornale “L’Ora”, con il quale Calabrò ha collaborato, e della sua partenza verso Milano per cercare una vita e una dimensione diverse: decisione maturata dopo aver visto tante, troppe morti intorno a sé, a partire da quella del commissario di polizia Antonino Cassarà, di cui era grande amico.

Ma “Cuore di cactus” è anche un racconto di speranza, che si dipana tra memorie e incontri, battaglie e sogni per una Sicilia che può e deve cambiare, e che l’autore ha sempre nel cuore.

L’opera è ripresa anche a teatro da Fausto Russo Alesi, in una emozionante rappresentazione delle vicende narrate nel romanzo.

Per chi volesse visitare la Sicilia, ricordiamo che l’isola è raggiungibile imbarcandosi a Napoli sui traghetti per Palermo Snav.

Sicilia: Riserva naturale orientata di Capo Rama

La Riserva naturale orientata di Capo Rama è un’area protetta della Sicilia, ubicata nel territorio del comune di Terrasini, in provincia di Palermo.

La riserva, istituita nel 2000, si estende per circa 57 ettari ed è costituita dal promontorio di Capo Rama e dalle costiere limitrofe.

L’area protetta è molto interessante dal punto di vista geologico: dal mare affiorano rocce calcaree risalenti all’età mesozoica (circa 200 milioni di anni fa), sulle quali si trovano numerosi fossili, tra i quali gusci di Megalodonti, resti di coralli e Lamellibranchi.

Il sentiero che permette di visitare questa meravigliosa area naturale, parte dalla Falesia a picco sul mare. Di particolare interesse è la torre di avvistamento di Capo Rama dalla quale è possibile ammirare il promontorio roccioso che si distingue per piante alofite (varietà che sopportano alte concentrazione saline).
Tra gli uccelli che abitano la scogliera, ci sono coppie di Gabbiano reale; tra i mammiferi citiamo la presenza di volpi, conigli e piccoli roditori.

I turisti che volessero visitare la Riserva naturale orientata di Capo Rama possono approdare in Sicilia imbarcandosi a Napoli sui traghetti per Palermo Snav

Sicilia: isola di Pantelleria

La meravigliosa isola di Pantelleria fa parte del Mar Mediterraneo; il suo territorio si estende su una superficie di 83 km² ed è di origine vulcanica: sono presenti, infatti, fenomeni di vulcanesimo secondario con fuoriuscite di acque calde e fumi.

La sua posizione geografica ha permesso un crocevia di popoli che hanno lasciato numerose tracce antiche sull’isola.
La vegetazione dell’isola di Pantelleria è costituita dal bosco sempreverde costituito per la maggior parte dal Pino Marittimo, dalla macchia, dalla gariga e dalla steppa mediterranea costituita da circa 570 entità.
Il famoso cappero di Pantelleria è l’arbusto tipico della flora mediterranea, usato dagli isolani per numerose e prelibate ricette.
Tra gli animali che hanno trovato il proprio habitat sull’isola troviamo l’asino pantesco, la capra pantesca (in via di estinzione) e rari esemplari di gatto selvatico.

Il mare è meta di turisti e armatori che partecipano alle numerose regate veliche disputate durante i fine settimana e nei giorni di ferragosto.

I turisti che volessero approdare sull’isola di Pantelleria, possono raggiungere la Sicila imbarcandosi a Napoli sui traghetti per Palermo Snav.

Sicilia: La canzuna di l’emigranti

La canzuna di l`emigranti (La canzone dell’emigrante) è una canzone popolare siciliana.

Il brano, scritto completamente in dialetto siciliano, racconta di un emigrante che sta per lasciare la sua terra.

La canzone inizia con un io narrante che chiede all’emigrante cosa può avere messo in una valigia così grande e spesso vuota.
L’uomo, che sta partendo a malincuore, risponde che dentro la valigia ha messo la casa, le strade del suo paese, la piazza e le feste popolari.
La valigia in questione è in realtà una metafora: è il cuore spezzato dell’emigrante che lascia la Sicilia, costretto per la mancanza di lavoro.
Infatti, nella “valigia” mette le canzoni popolari (la lingua di li me canzuni), la pasta e un po’ di pane che sa di certo, non lo ritroverà così buono nel luogo in cui sta per andare.

La verità è che è povero, ma il ricordo degli amici e della sua terra, sono le cose più belle che porterà con sé, dentro appunto a quella grande valigia (però lu ricordu è `nta `sta valigia, Li cosi cchiù beddi `un si ponnu lassari).

Ricordiamo, infine, che l’indimenticabile Sicilia è raggiungibile imbarcandosi a Napoli sui traghetti per Palermo Snav.

Sicilia: i Verdena al Blackout di Modica il 20 dicembre

I Verdena, gruppo alternative rock bergamasco, si esibiranno in concerto il 20 dicembre al Black Out di Modica, Ragusa.

La band, formata da Alberto Ferrari, Luca Ferrari (fratello di Alberto) e Roberta Sammarelli, porterà sul palco le canzoni del loro quinto album, Wow, tra cui le splendide Razzi, Arpia, Inferno e Fiamme, Scegli me (Un mondo che tu non vuoi) e Miglioramento. Il disco è un doppio album contenente 27 tracce, frutto di un lavoro di 3 anni trascorso nella loro sala di registrazione ai piedi del monte Misma, tra la Valle Seriana e Val Cavallina.
Il Wow Tour 2011 dura da quasi 1 anno e ogni tappa è sempre stata un sold out. I Verdena lo hanno portato sul palco la prima volta il 26 gennaio a Roma, proseguendo poi in altre città d’Italia tra cui Milano, Firenze, Torino, Bologna, Brescia e, inoltre, al prestigioso Sziget Festival a Budapest.
I Verdena hanno avuto un successo strepitoso anche all’Heineken Jammin Festival a Mestre e all’Exit Festival a Novi Sad, Serbia.

Ai fortunati turisti che parteciperanno al concerto Wow Tour 2011, ricordiamo che possono raggiungere la Sicilia imbarcandosi a Napoli sui traghetti per Palermo Snav.

Sicilia: Marracash allo Zo Centro Culture Contemporanee di Catania il 21 dicembre

Il grande rapper Marracash farà tappa con il suo King del Rap Tour allo Zo – Centro Culture Contemporanee di Catania.

Il tour è partito l’11 Novembre a Torino; lo abbiamo visto il 7 dicembre alla Casa della Musica Federico I di Napoli dove ha riscosso un enorme successo e oggi sarà la volta di questa splendida città siciliana.

Zo, il centro per le arti e le culture contemporanee in cui si esibirà Marracash, è una ex raffineria di zolfo risalente al 1900 e, oggi, è un importante riferimento per i servizi turistico-culturali.

Marracash ci proporrà tutti i suoi brani più famosi tra cui Badabum Cha Cha (il tormentone dell’estate 2008), Non confondermi, Chiedi alla polvere e, ovviamente, tutti i brani del suo ultimo lavoro discografico che dà il nome al tour.

Il disco King del Rap, uscito il 31 ottobre 2011, è disponibile sia in versione standard che in versione deluxe, con una raccolta di brani che Marracash ha pubblicato su Youtube nell’estate 2011.

Ricordiamo ai turisti che assisteranno al concerto di Catania, che possono raggiungere la Sicilia imbarcandosi a Napoli sui traghetti per Palermo Snav.

Sicilia: Riserva Naturale Integrale di Macalube di Aragona

Ad Agrigento si trova un’area di grande interesse scientifico: stiamo parlando della Riserva Naturale Integrale di Macalube di Aragona.

L’oasi protetta dista 4 km da Aragona e 15 km da Agrigento e comprende un ampio territorio argilloso che si caratterizza per la presenza di fenomeni eruttivi.

Le Macalube (nome arabo che significa “ribaltamento”), sono una rara testimonianza dei vulcanelli freddi, nominati nelle letterature scientifiche dei visitatori stranieri approdati in Sicilia tra il ‘700 e l’800.

Ci sono documenti ancora più antichi, appartenenti all’epoca romana, che raccontano che il fango sgorgante dal terreno era impiegato per cure di bellezza e per i reumatismi.

Il fascino che questo luogo ha sempre esercitato sui visitatori, lo ha reso protagonista di molte leggende. Una di queste narra che il liquido grigiastro dell’attività eruttiva sarebbe comparso in seguito alla battaglia sanguinosa tra Arabi e Normanni del 1087.

Alla Riserva Naturale di Macalube di Aragona si arriva tramite la S. S. 189 Agrigento; ricordiamo infine che la Sicilia è raggiungibile imbarcandosi a Napoli sui traghetti per Palermo Snav.

Sicilia: il Chiosco Ribaudo di Palermo

Palermo non è fatto solo di arte barocca, il capoluogo siciliano è “una citta’ essenzialmente liberty, quasi una piccola capitale dell’art-nouveau”, come lo descriveva lo scrittore Leonardo Sciascia.

E in questo stile liberty troviamo capricciose coperture dei chioschi sparsi un po’ in tutta la città, arricchiti con archi, colonne e volute che conquistano con la loro bellezza.

Tra i più famosi non possiamo non citare il Chiosco Ribaudo, realizzato dall’architetto palermitano Ernesto Basile proprio di fronte al Teatro Massimo nel 1875.

L’opera d’arte è caratterizzata dai colori intensi e vivaci, in cui prevale il rosso, e da interessanti accostamenti tra la muratura e le ricercate decorazioni in ferro battuto.

Un tempo questi chioschi servivano bevande fresche a siciliani e turisti, oggi purtroppo è un’usanza ormai dimenticata e i chioschi in stile libery sono tutti diventati edicole e tabaccherie.

Il Chiosco Ribaudo, infatti, è oggi una tabaccheria, ma con sempre il fascino di una splendida opera d’arte.

Ricordiamo ai turisti che desiderassero ammirare personalmente le opere liberty del capoluogo siciliano, che possono raggiungere la Sicilia imbarcandosi a Napoli sui traghetti per Palermo Snav.

Sicilia: Jetta la riti, canzone popolare siciliana dei pescatori

Jetta la Riti è una canzone popolare siciliana, appartenente principalmente alla tradizione marinara, scritta e interpretata dal cantante folk agrigentino Gian Campione.

Il testo del brano, scritto completamente in dialetto siciliano, racconta il difficile lavoro dei pescatori durante una notte in mezzo al mare.

I pescatori intonano il ritornello “Jetta la riti jettala, tirala quannu e china, si vo` piscari bonu e aviri assa` furtuna”.

Finalmente dopo tanto lavoro vengono ripagati da un’abbondante pesca e al loro ritorno vengono accolti da grandi, vecchi e bambini che fanno una grande festa.

La canzone, sul finire, intona che i pescatori hanno le braccia stanche, ma remano più forte di prima, perchè sanno che presto riabbracceranno i loro cari.

Il cantante Gian Campione, scoperto nella metà degli anni ’60 durante la Sagra del Mandorlo in fiore mentre cantava con il gruppo folkloristico Val d’Akragas, è stato eletto nel 1997 Ambasciatore della canzone siciliana nel mondo. Purtroppo è scomparso prematuramente nel 2005.

La Sicilia con le sue splendide canzoni popolari che raccontano storia e tradizione, è raggiungibile imbarcandosi a Napoli sui traghetti per Palermo Snav.