Il giorno della civetta, di Leonardo Sciascia

Il giorno della civetta, di Leonardo Sciascia

Il giorno della civetta è un romanzo sulla mafia di Leonardo Sciascia, edito la prima volta nel 1961 da Einaudi.

Lo scrittore siciliano narra un racconto che si ispira all’omicidio del sindacalista Accursio Miraglia, ucciso dalla mafia a Sciacca nel gennaio del 1947.

Il romanzo è forse il più venduto di Sciascia; è stato tradotto all’estero ed è stato reinterpretato in versioni teatrali e nel film omonimo di Damiano Damiani.

Il giorno della civetta inizia con l’omicidio del presidente di una piccola impresa, mentre sale su un autobus diretto a Palermo.
I passeggeri si allontanano, autista e bigliettaio non sanno niente e il venditore di panelle neppure.
L’omertà che circonda l’omicidio fa pensare a un delitto di mafia e il capitano Bellodi, al quale è affidato il caso, riesce a tirar fuori dai vari interrogatori 2 nomi: Rosario Pizzuco, il mandante, e Diego Marchica detto Zicchinetta, il sicario.
L’intera faccenda, causa insufficienza di prove, terminerà in un nulla di fatto.
Sciascia scrive per la prima volta “quaquaraquà”, oggi famosa espressione legata al mondo della mafia.

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Sicilia: “Il Consiglio d’Egitto” di Leonardo Sciascia

Il Consiglio d’Egitto è un romanzo del 1963 di Leonardo Sciascia.
Si tratta di un romanzo storico ambientato nel XVIII secolo, nel quale si narra dell’imbroglio perpetrato dall’abate Vella ai danni degli intellettuali siciliani, che consistette nel falsificare la traduzione di un testo arabo e di crearne poi uno nuovo dal nulla, per trarne benefici personali.

I due testi (“Il Consiglio di Sicilia” e “Il Consiglio d’Egitto”) mettono in contrapposizione nobiltà e re, e si inseriscono nel tentativo di modernizzare la Sicilia da parte del Vicerè Caracciolo.
Alla figura dell’abate si contrappone quella dell’avvocato Francesco Paolo di Biasi, il quale tenterà di organizzare una rivoluzione in nome dell’uguaglianza degli uomini. Scoperto, verrà torturato e decapitato. Ma la sua figura, a differenza di quella dell’abate, rimane un simbolo di speranza, perchè ha cercato di cambiare lo status imposto dalla nobiltà.

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Sicilia: Leonardo Sciascia

Leonardo Sciascia, scrittore, saggista e politico italiano, nasce nel 1921 a Recalmuto, un paese in provincia di Agrigento.

Trasferitosi nel ’35 a Caltanissetta, Sciascia incontra sulla sua strada due personaggi noti: Vitalino Brancati, che diviene suo modello di guida nella lettura degli autori francesi e Giuseppe Granata, che lo porta a conoscenza degli illuministi e della letteratura americana.
Sciascia diviene ben presto un apprezzato scrittore e nel ’53 vince il Premio Pirandello, assegnatogli dalla Regione Siciliana.

Gli anni ’60 vedono nascere alcuni dei romanzi più sentiti dallo stesso autore, dedicati alle ricerche storiche sulla cultura siciliana.
Tra le sue opere ricordiamo il romanzo “Il consiglio d’Egitto” ambientato a Palermo, e il saggio “Stendhal e la Sicilia“.

In seguito collabora con il Corriere della Sera e, successivamente, viene eletto consigliere del PCI dal ’75 al ’77.
Leonardo Sciascia muore a Palermo nel ’89; sulla sua bianca lapide, posta nel cimitero di Racalmuto, si legge: “Ce ne ricorderemo di questo pianeta”.

Ricordiamo ai turisti che è possibile arrivare in Sicilia, imbarcandosi al porto di Napoli sui traghetti per Palermo Snav.