Sicilia: il Sarcofago di Raffadali

Sicilia: il Sarcofago di Raffadali

Il Sarcofago di Raffadali, risalente all’epoca romana, raffigura il ratto di Proserpina, uno dei più famosi miti della tradizione pagana siciliana.

Il sepolcro fu rinvenuto nel 1500 sul monte Grotticelle, una delle alture che circondano la cittadina Raffadali in provincia di Agrigento, insieme ad altre tombe, appartenenti a una necropoli romano-bizantina, scavate nella roccia.

Il sarcofago ritrovato, di notevole interesse artistico e archeologico, è stato dapprima consevato nel palazzo dei principi di Montaperto e successivamente venne donato alla chiesa madre del paese, dove si trova tuttora.

Il Sarcofago di Raffadali raffigura il momento in cui Proserpina viene rapita da Plutone, mentre la parte finale rappresenta mercurio che con una mano tiene i cavalli infernali e con l’altra lo scettro.

La parte alta vede Venere che riceve una corona di ghirlande da un amorino, mentre la parte bassa è rappresentata da due figure che interpretano la terra e l’oceano.

Informiamo i turisti desiderosi di approdare in Sicilia, che possono raggiungerla imbarcandosi a Napoli sui traghetti per Palermo Snav.

I mosaici bizantini siciliani

I mosaici bizantini in Sicilia sono apparsi intorno al 1130, quando salì al trono Ruggero II, della dinastia degli Altavilla.

I primi si ritrovano nelle più antiche chiese siciliane: nelle cupola della Cappella Palatina e della chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio di Palermo e nell’abside della cattedrale di Cefalù.

Erano soprattutto le cupole, infatti, ad essere destinate a contenere le rappresentazioni dei temi più sacri.

I mosaici bizantini decorati nell’abside del Duomo di Monreale sorsero tra il 1180 e il 1190, anche se in parte prefigurati dalle decorazioni nelle navate della Cappella Palatina ai tempi di Guglielmo I.

L’arte figurativa di Monreale si differenzia dalla continua frammentazione della linea e dai colori accesi.
La chiesa di Martorana è stata decorata intorno al 1143 e il mosaico si ispira a quello della Cappella Palatina con Cristo seduto sul trono al centro e circondato da quattro angeli.

Altre testimonianze di mosaici bizantini in Sicilia si ritrovano nelle chiese periferiche e nelle miniature.

I turisti amanti dell’arte e desiderosi di ammirare i mosaici bizantini siciliani, possono raggiungere la Sicilia imbarcandosi a Napoli sui traghetti per Palermo Snav.

Sicilia: Parco Scultoreo di Fiumara d’Arte

Il Parco Scultoreo di Fiumara d’Arte è la più grande area monumentale di Arte Contemporanea realizzata all’aperto, con opere di artisti di fama internazionale.

Inaugurato il 10 ottobre 1986, ideato da Antonio Presti, il Parco realizzato su demanio pubblico si estende su una superfice di duecentomila mq coinvolgendo i comuni di Tusa, Motta d’Affermo, Castel di Lucio, Mistretta, Reitano, Pettineo e S. Stefano di Camastra.

Gli artisti che hanno realizzato le sculture, del tutto gratuitamente, sono: Italo Lanfredini, Pietro Consagra, Tano Festa, Antonio di Palma, Hidetoshi Nagasawa e Paolo Schiavocampo e le loro opere sono presenti in tutte la grandi collezioni del mondo.

Il Parco Scultoreo di Fiumara d’Arte rappresenta contemporaneamente la valorizzazione di una zona naturale attraverso la simbiosi di arte e natura, e la possibilità di scoprire ed assaporare alcuni luoghi nascosti e poco conosciuti.

I turisti che vogliono ammirare queste magnifiche opere d’arte, possono raggiungere la Sicilia imbarcandosi al porto di Napoli sulle navi per Palermo Snav e proseguire per circa un’ora di auto lungo l’autostrada A19.