Ponza: l’isola del mito

0 commenti 20 gennaio 2016
Ponza: il mito di Ulisse e Circe

photo credit: profilo flickr Pietro & Silvia

Che Ponza fosse un luogo incantato è ben noto a suoi visitatori più assidui. Sono innumerevoli le bellezze dell’isola pontina a partire dal mare color smeraldo, alle spiagge, alle grotte caratterizzate da rocce policrome agli scogli e faraglioni dalle variegate forme, alla natura, che incontrastata, domina l’isola.

Quello che molti però ignorano è che l’isola è al centro di un vero e proprio mito, in quanto è ritenuta, secondo alcuni, la dimora di Circe, la maga rinomata tanto per la sua bellezza quanto per le sue arti magiche.

Ponza verrebbe citata anche da Omero, nell’Odissea, che chiama l’isola Eea. Questa denominazione è quanto mai controversa perché si presta a diverse interpretazioni. Secondo le storie tramandate dai navigatori greci, l’isola doveva essere in primo luogo come la dimora di Eos, la dea dell’Aurora e di Astreo, il tritone suo marito. I coniugi generarono i venti Zefiro, Noto, Apelionte e Borea, che regnano sovrani su Ponza.

Tuttavia l’isola è famosa per essere stata teatro dell’incontro e dell’amore tra Ulisse e la spietata maga. Si legge nel poema omerico che Ulisse, nel suo tentativo di ritornare a casa, sballottato dai flutti marini, agitati dalla volontà di Poseidone, visitò tanti luoghi tanto affascinanti quanto pericolosi e, uno di questi, fu proprio l’isola di Circe.

Secondo il racconto, Ulisse, giunto sull’isola, inviò i suoi uomini in ricognizione. Tuttavia questi vennero trasformati in animali dalla maga Circe, che aveva offerto loro una bevanda magica. Ulisse riuscì a evitare la trasformazione, grazie all’intervento del dio Hermes, che gli aveva dato un’erba che lo avrebbe immunizzato dai filtri della maga.

Dopo aver condiviso il letto con Circe e accettando questa unione come alleanza, riesce a convincere la maga a restituire l’aspetto umano ai suoi compagni. Ulisse rimase con Circe circa un anno, generando con lei anche un figlio, chiamato Telegono e probabilmente anche una figlia Cassifone. Trascorso quest’anno Ulisse abbandonò l’isola per continuare il suo viaggio alla volta di Itaca. Non solo Omero, ma anche i poeti latini tra cui Virgilio e Strabone si riferiscono a Ponza chiamandola Circide o l’isola di Circe e, anche nel Medioevo, questa tradizione rimane abbastanza radicata.

Per scoprire se permane ancora traccia della magia che incantò Ulisse, non resta che visitare Ponza! Qual è il modo migliore di viaggiare verso l’isola? Ma naturalmente, con un aliscafo Snav! Quest’estate potrai raggiungere le isole pontine con una traversata rapida e comoda. Scopri anche tu gli aliscafi per Ponza!

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