Napoli: l’impianto ippodameo della città antica

L’impianto ippodameo di Napoli, cartografia storica greco-romana, è stata redatta nel 1904 e evidenzia le varie età di espansione della città.

Nella mappa si riscontra l’organizzazione in platee: il centro è attraversato dal decumano maggiore, l’area dei teatri è situata a nord e l’area mercatale a sud.

L’impianto urbanistico, costituito appunto dallo schema detto Ippodameo (dal famoso architetto Ippodamo di Mileto), aveva mura in tufo per delimitare la città.
La Napoli greca era racchiusa da una cinta muraria che si estendeva da nord lungo l’attuale via Foria e piazza Cavour, per proseguire a est lungo via San Giovanni a Carbonara e a ovest verso piazza Calenda.

Con la colonizzazione dei greci, la popolazione crebbe sino a trentamila abitanti e oltre all’acropoli sorse l’agorà, la piazza principale, sede del Governo e della vita pubblica cittadina, che si apriva in piazza Gaetano.

L’antica Neapolis era un lembo di Grecia nella penisola italica, un importante veicolo della cultura e della civiltà greca e meta per le residenze estive dei patrizi romani.

Anche oggi Napoli è meta privilegiata dai turisti e può essere raggiunta imbarcandosi da tutte le destinazioni servite dalle navi Snav.