Enrico Caruso

Il bel profilo di Sorrento e la voce calda ed inconfondibile di Caruso: come noto, il binomio è stato reso celebre dalla canzone di Lucio Dalla, intitolata appunto “Caruso”.
Il grande artista napoletano, nato nel 1873 e morto nel 1921 ad appena 48 anni, rappresenta ancora oggi il “tenore” per eccellenza. Benché la vita di Enrico Caruso sia legata nell’immaginario a Sorrento, il cantante nacque e morì a Napoli, mentre riparò sulla nota costiera soltanto nel momento in cui la malattia lo costrinse lontano dal grande pubblico.
Dopo una vita difficile, che in gioventù diede al giovane Enrico solo miseria e sfortuna, il tenore riuscì ad arrivare al successo grazie alle proprie qualità vocali, nonché grazie alla capacità di sfruttare la tecnologia rappresentata dai dischi in vinile, che fecero di Caruso il primo italiano ad utilizzare questa innovazione.
Tra cocenti delusioni d’amore – che ritroviamo drammaticamente riproposte in lavori come “Core ingrato” – accuse ingiuriose e tournee in America, il cantante napoletano condusse una vita in cui al dono dell’arte non sembra accompagnarsi alcuna serenità. Del resto, per ammissione dello stesso tenore, “La vita mi procura molte sofferenze. Quelli che non hanno mai provato niente, non possono cantare”.
Dopo un improvviso calo di voce durante la rappresentazione di “Pagliacci” e la perdita di sangue dalla bocca, il tenore viene operato al polmone e, obbligato al riposo, sceglie per sé la deliziosa Sorrento. Qui trascorre gli ultimi giorni della sua vita prima di tentare, incoraggiato da una ripresa, un viaggio per Roma.
Proprio la canzone di Dalla, suggestivamente, fa immaginare il tenore napoletano alle prese con l’idea della morte, nel contrasto di una Sorrento che fiorisce di vita e bellezza, così come si presenta ancora oggi ad abitanti e turisti.
Per visitare la città che Caruso scelse per il proprio riposo, ogni giorno da Napoli partono quattro navi Snav dirette a Sorrento.

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[…] L’addio a Napoli. L’incisione maggiormente diffusa è quella del lirico napoletano Enrico Caruso, che la registrò agli inizi del […]