Folklore

Barcellona: tradizioni di Natale

Barcellona vanta diverse tradizioni natalizie alcune delle quali sono simili alle nostre. L’inizio del Natale si ha, come in Italia, con la festività dedicata all’Immacolata Concezione l’8 dicembre. Le case vengono allestite con le classiche decorazioni e, in particolare, questo è il giorno in cui si realizza il presepe.

Proprio il presepe presenta un personaggio, che generalmente si vede solo in Catalogna, chiamato il Caganer. La statuetta rappresenta un uomo in tipici vestiti catalani accovacciato nell’atto di evacuare. Questa tradizione ha preso il via da XVIII secolo ed il personaggio rappresenta un buon auspicio.

La Vigilia di Natale è una serata di particolare festa, dove gli spagnoli, si concedono un cenone molto abbondante. La prima portata, secondo la tradizione, è una zuppa chiamata Carn d’Olla, che viene preparata con carne cotta nel brodo. A questa zuppa si aggiunge una pasta, galets, di grandi dimensioni che la forma di un guscio di lumaca.

La carne utilizzata per la preparazione della zuppa viene poi mangiata come portata principale, anche se molte famiglie spagnole la mangia insieme a varie tapas. Sulla tavola compaiono anche piatti a base di anguille, scampi e cibi abbastanza costosi. Come dolce un posto di primo piano è riservato al torrone con le mandorle, tra i fine pasto più popolari per l’occasione.

Il giorno di Natale, invece, il pranzo prevede tra le portate il tacchino arrosto, anche se non ci sono regole precise su cosa mangiare. Non mancano sulla tavola varie tapas a base di asparagi e prosciutto, poi pesce e insalate. Anche il giorno di Santo Stefano, il 26 dicembre, ha le sue tradizioni gastronomiche: questo, infatti, è il giorno dedicato ai cannelloni, spesso riempiti con la carne rimasta nei due giorni precedenti.

Il 28 dicembre ricorre la festa Los Santos Innocentes. Questa giornata è dedicata agli scherzi, e l’euforia del oento è tale che coinvolge spesso anche televisioni e giornali.

Tra le usanze in comune con quelle partenopee che riguardano il Capodanno c’è quella di mangiare lenticchie per assicurarsi ricchezza e buona fortuna per l’anno seguente. Altro alimento immancabile è l’uva, anche quest’ultima simbolo di ricchezza e fortuna.

Secondo la tradizione catalana i regali sono portati dai Re Magi, per cui i bambini aspettano trepidanti la mattina del 6 gennaio, per scoprire se hanno ricevuto i doni richiesti.

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Palermo e Halloween

A Palermo sono presenti alcune usanze abbastanza distanti da quella che è oggi la festa di Halloween. Per i bambini siciliani, infatti, i giorni di Ognissanti e il 2 novembre sono veri e propri giorni di festa dove si ricevono piccoli doni e si ha l’occasione di gustare tantissimi dolci, biscotti e frutta di stagione.

Tradizionalmente i regali distribuiti in questa occasione venivano acquistati presso i mercatini rionali. Storico è il mercato che si teneva dietro Piazza Olivella, nel centro storico di Palermo. La “Fiera dei Morti” sopravvive ancora oggi, come simbolo di continuità tra presente e passato.

Secondo la consuetudine i doni e i dolciumi che i bambini trovano durante la giornata del 2 novembre sono stati lasciati dai defunti della famiglia, che nella notte di Ognissanti si recano a far visita ai propri cari in vita. Sempre secondo la tradizione i bambini vengono svegliati la mattina presto, sul sorgere del sole e invitati a cercare i doni nascosti, dopo però aver recitato alcuni versi:

“Armi santi, armi santi

io sugnu unu e vuatri tanti

Mentri sugnu ‘ni stu munnu di guai

cosi ri morti mittiminni assai”.

Questi sono rituali antichi, che in parte si sono persi, al contrario il senso della festa è ancora vivo nella mente e nel cuore di molti siciliani. In questo periodo si tengono ancora i consueti mercatini, dove non solo si possono acquistare giocattoli, ma anche le specialità gastronomiche di questo periodo.

Un’altra consuetudine legata a questa ricorrenza è quella di preparare un cestino, chiamato in dialetto “cannistru”, che sarà riempito di frutta e dolci. Il cesto viene preparato in onore dei morti, ma naturalmente viene consumato dai vivi. Le leccornie contenenti in questo cesto sono davvero tante, tra le specialità tipiche che vengono inserite ci sono i biscotti chiamati crozzi ‘i mottu, ossia ossa di morto, o i pupatelli ripieni di mandorle tostate.

Inoltre, nel cestino possiamo trovare i taralli, ciambelle rivestite di glassa zuccherata, oppure i nucatoli e i totò bianchi e marroni, chiamati così perché i primi sono velati di zucchero e  i secondi di polvere di cacao. Altre specialità sono rappresentati dagli ‘nzuddi o zulle  realizzate con le mandorle e disponibili più secchi o ricoperte al miele, la frutta secca, la frutta di martorana, la cioccolata e  le rame di Napoli. Questi ultimi sono biscotti ricoperti di cioccolato fondente o bianco realizzati in due versioni: semplici o ripieni con la marmellata di albicocche o crema di cioccolato. Nel cesto possono essere presenti anche i Pupi ri zuccaru, tradizionali statuette di zucchero, che ritraggono figure di paladini.

Rispetto all’odierna festa di Halloween che porta con sé altri significati, nella tradizione siciliana e palermitana i morti rappresentano presenze benefiche, non mostri inquietanti di cui bisogna placarne i voleri.

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Barcellona: Festival della Mercè

Il Festival della Mercè a Barcellona è uno degli eventi più importanti in città. Quest’ultimo ci offre un esempio delle tradizioni, usi e costumi catalani. La festa patronale dedicata alla Madonna della Mercede dura circa 4 o 5 giorni e si tiene dal 22 al 25 settembre. La città si riempie di luci, feste ed eventi che coinvolgono tutti i quartieri della città.

Dato che ogni angolo di Barcellona pullula di gente e durante i giorni di festa si svolgono diverse parate è sconsigliato noleggiare un’auto, soprattutto per visitare il centro cittadino. Meglio muoversi a piedi e godersi il clima allegro e spensierato che si respira in città.

Correfocs - Festival della Mercè BarcellonaTra gli eventi più spettacolari che si svolgono durante il Festival della Mercè ci sono i fuochi di artificio e i Correfoc. Questi ultimi sono “draghi sputafuoco”, e non sono semplici figure da parata! Dalle bocche dei draghi fuoriescono petardi e scintille, per cui chi desidera assistere a questa spettacolare manifestazione deve vestire in maniera adeguata, scegliendo tessuti non infiammabili e proteggendo testa e viso, proprio perché le scintille possono raggiungere anche gli astanti.

Generalmente si svolgono due tipi di Correfoc: uno più tranquillo per fare in modo che anche i bambini possano parteciparvi e un altro destinato agli adulti, che si svolge più tardi, ed è sicuramente più movimentato. Il Correfoc si svolge attorno Via Laietana. Il corteo dei draghi viene aperto e chiuso dai “Diavoli del Correfoc”, questi ultimi, oltre al vestito tradizionale, si contraddistinguono perché percorrono le strade con petardi e fuochi di artificio in mano, che oscillano all’aria, con delle armi particolari.

Castellers - Torri Umane BarcellonaAltro evento altrettanto spettacolare è costituito dalle Castellers o Torri Umane. Per vedere questo evento bisogna recarsi in Plaça de Sant Jaume. La manifestazione si svolge di mattina e per assistervi è consigliabile arrivare presto, perché la piazza in questa occasione si riempie con migliaia di persone. Le Castellers sono vere e proprie torri umani. La realizzazione della torre richiede molto allenamento e una grande intesa tra i componenti, per non mettere a rischio coloro che costituiscono i vertici della torre. Questi castelli umani  simboleggiano “l’unione fa la forza” e sono tra le attrazioni da non perdere durante il Festival della Mercè.

Un altro momento suggestivo, apprezzato anche dai bambini, è la Sfilata dei Giganti. Anche per vedere i Gigantes bisogna recarsi in Plaça St Jaume. I giganti hanno l’aspetto di re e regine e dei nobili, che frequentavano la corte reale,  il loro incedere è sottolineato dal ritmo dei tamburi. I giganti volteggiano tra la folla per farsi ammirare in tutta la loro maestosità, lasciando stupefatti grandi e piccini.

Sempre a Plaça St Jaume, la sera si svolgono delle proiezioni. Le immagini si possono ammirare sulla facciata di uno degli edifici della piazza. Lo spettacolo si tiene più di una volta, ogni sera del Festival. Le sorprese non finiscono qui! Durante il Festival della Mercè si esibiscono artisti di strada e si svolgono spettacoli di musica e spettacoli teatrali in tutta la città.

Per assistere ai meravigliosi eventi che si svolgono durante il Festival della Mercè, scegli i traghetti Genova-Barcellona. Vivi le emozioni di una manifestazione unica: visita Barcellona!

Il mercato di Spalato

 

Il mercato è un luogo magico, il posto ideale dove conoscere abitudini e tradizioni di un popolo. Qui insieme alle variopinte bancarelle, al profumo di spezie e frutti, all’odore penetrante dello street food è possibile vivere l’essenza di un posto.

Non fa differenza la città di Spalato, il cui mercato rappresenta il centro focale del commercio ed è degno portavoce della tradizione locale. Il Pazar si trova a pochi passi dal maestoso Palazzo di Diocleziano, nei pressi del muro orientale e si estende attorno alla Chiesa di San Domenico, ed è frequentato non solo dagli spalatini, ma anche da molti turisti.

La regola più importante per chi vuole fare la spesa al mercato è, naturalmente, andarci di mattina presto, soprattutto se si desidera acquistare frutta e verdura, oppure fiori, così da avere più scelta e godersi lo spettacolo delle bancarelle quando non c’è troppa folla.

Se si alloggia in una casa vacanze o in un residence, almeno una volta abbandonate l’idea del classico supermercato per regalarvi una passeggiata all’interno dei colori e sapori tipicamente spalatini. Presso il mercato di Spalato si possono acquistare tantissimi prodotti tipici come olio extravergine, miele, specialità a base di lavanda, vino e l’immancabile rakija, ossia la grappa.  È possibile trovare anche formaggi e carni locali e tanti altri ingredienti, utili per cimentarsi in qualche ricetta croata. Non mancano bancarelle con souvenir e articoli da regalo, per chi è sempre alla ricerca di un dono speciale o di un oggetto da collezione.

Per visitare le bellezze e le attrazioni della città, Snav mette a disposizione la tratta Ancona-Spalato. Con una comoda e sicura navigazione potrai raggiungere la città dell’imperatore Diocleziano e scoprirne le tradizioni e  gli angoli più suggestivi. Parti con Snav  e scopri la città di Spalato!

Il picigin: la storia del gioco nato sulle spiagge di Spalato

Tra le attrattive per cui la città di Spalato è famosa c’è il Picigin. Questo è un gioco nato sulla spiaggia di Bačvice e anche se non è  molto conosciuto, sicuramente rappresenta una delle attività sportive più caratteristiche della Croazia.

Le origini risalgono ai primi del Novecento, quando alcuni studenti importarono il gioco della pallanuoto. Trovandosi sulla spiaggia di Bačvice, caratterizzata da fondali bassi, gli studenti si accorsero ben presto di non poter giocare a pallanuoto così come avevano imparato. Pertanto si pensa che il Picigin sia l’evoluzione o l’adattamento del gioco della pallanuoto.

Per quanto riguarda le regole del gioco possiamo dire che come primo requisito ci sono le caratteristiche ambientali: il gioco si deve svolgere in una zona che ha fondali bassi e l’acqua non può arrivare oltre la vita. Inoltre, non si gioca solo in acqua, ma parte dell’azione si svolge anche sulla spiaggia. Non c’è un numero massimo di giocatori, tuttavia la resa ottimale è data quando partecipano cinque elementi.

La palla utilizzata, generalmente, ha un diametro minimo di 5cm e massimo di 10cm. I passaggi devono avvenire con un colpo solo del palmo della mano. Il gioco consiste nel mantenere sospesa il più possibile la palla in aria. In più la parte spettacolare del gioco è costituita dalle acrobazie dei giocatori che attraverso diverse evoluzioni cercano di mantenere in aria o afferrare la palla.

Il picigin non è un gioco competitivo, dato che i giocatori non agiscono l’uno contro l’altro. La non competitività costituisce un ulteriore punto a favore perché al centro del gioco c’è proprio il divertimento.

Dal 2005 in poi si sono tenuti i campionati mondiali di Picigin a Spalato. Per designare il vincitore si tiene conto del colpi efficaci e delle abilità acrobatiche dei partecipanti. Tra le tradizioni legate a questo gioco c’è il Picigin di Capodanno, che si disputa il 1° gennaio.

Se si sta progettando di andare a Spalato in autunno non è detto che non si trovino giocatori intenti a divertirsi sulla spiaggia di Bačvice nelle spettacolari acrobazie del Picigin!

Leggende procidane: il pirata e l’Arcangelo

Spesso da eventi storici drammatici scaturiscono delle leggende che danno vita a vere e proprie forme di culto che si radicano profondamente nella coscienza di un popolo. E’ il caso di questa storia che racconteremo oggi, che vedrà contrapporsi un feroce corsaro e un Arcangelo.

Procida è il teatro degli eventi: su quest’isola, infatti, nel 1534 arrivò il corsaro Khayr-al-Din, anche conosciuto con il nome di battaglia Barbarossa. Con la sua ciurma, Barbarossa mise a ferro e fuoco il rione Terra Murata, che costituiva, in quel tempo, la parte più abitata dell’isola. I pirati ridussero molti abitanti in schiavitù, in più saccheggiarono, bruciarono e distrussero le coltivazioni. All’epoca l’isola era sotto la guida di Alfonso d’Avalos, a cui era stata concessa come feudo da Carlo V, che al tempo dominava il Regno di Napoli.

A questo primo saccheggio ne seguì un altro, a dieci anni di distanza, che fu ancora più devastante del primo. Al di là della verità storica, la leggenda invece narra che i filibustieri musulmani furono bloccati dall’Arcangelo Michele. Questa racconta:

“Verso la metà di agosto il corsaro Barbarossa arrivò nei pressi dell’isola di Procida, con l’intento di perpetrare ignominiose scorrerie. Con le sue navi veloci tentò di assaltare l’isola, ma si trovò davanti un avversario tanto imprevisto, quanto temibile. L’Arcangelo Michele comparve in cielo con la sua spada sfavillante e per proteggere la piccola isola la cinse di fiamme.

Una volta che la difesa risultò assicurata, l’Arcangelo Michele passo all’attacco, mettendo in fuga gli invasori lanciando contro di loro dei fulmini. Per fuggire alla svelta i pirati gettarono in acqua le ancore e le catene. Ancora oggi, i vecchi pescatori procidani raccontano che nelle loro battute di pesca hanno intravisto sui fondali, al largo dell’isola, le catene e le ancore gettate via dalla ciurma del corsaro Barbarossa per assicurarsi una rapida salvezza.”

Da questa leggenda si capisce anche perché i Procidani siano devoti, tutt’oggi, a San Michele, tanto da farne il proprio protettore. In particolare all’Arcangelo è stata dedicata l’Abbazia del rione Terra Murata, che si trova proprio nel punto più alto dell’isola. A San Michele fu anche dedicata una statua d’argento.

Non è l’unica occasione in cui si San Michele è intervenuto per proteggere l’isola e gli isolani. Infatti gli furono attribuiti molti miracoli, tra cui la protezione dell’isola dall’attacco dei briganti nel 1799. Nel 1855, invece, grazie a San Michele fu scongiurata una grave siccità. L’Arcangelo protesse l’isola anche durante tre terribili epidemie di colera, avvenute nel 1866, 1873 e 1893. Per finire, secondo i Procidani fu grazie a San Michele che nel 1883 l’isola fu salva dai danni di un devastante terremoto.

Quali altri misteri e leggende riserva la bella isola di Procida, sta a te scoprirli!

Intanto, se vuoi sapere come raggiungere in maniera semplice e veloce l’isola puoi farlo consultando la pagina www.snav.it/destinazioni/procida.html. Con Snav puoi arrivare a Procida con un breve e piacevole viaggio sui nostri aliscafi ricchi di comfort, che prendono il largo tutti i giorni dal porto di Napoli. Parti anche tu alla scoperta delle affascinati leggende che rendono l’isola di Procida unica al mondo!

 

Il Carnevale a Napoli

Il Carnevale a Napoli ha origini antiche, così come nel resto d’Italia e del mondo.

Le prime notizie della festa si hanno grazie all’opera “Ritratto o modello delle grandezze, delle letizie e meraviglie della nobilissima città di Napoli”, del marchese Giovan Battista del Tufo. Si racconta che nel XVI secolo la festa di carnevale fosse esclusivamente riservata all’aristocrazia napoletana. Si partecipava a giochi, balli, caccia e ricevimenti alla Corte Aragonese.

Il popolo, però, intorno al 1600 iniziò a interessarsi della festa tanto da organizzare, in contrapposizione al carnevale nobile, un carnevale del popolo.

Il periodo più alto del carnevale si ebbe con i Borbone. Con mascherate, sfilate e carri allegorici per la festa di Piedigrotta, il Carnevale napoletano era uno dei più belli d’Italia.

Oggi non vi è più tutto questo folclore, ma comunque il Carnevale a Napoli resta una festa molto sentita, soprattutto a livello culinario, data la nota predisposizione della tradizione partenopea nel preparare pietanze famose ormai in tutto il mondo.

Trascorrere il Carnevale a Napoli vuol dire trovarsi a mangiare la lasagna, il sanguinaccio (oggi una crema di cioccolato, ma un tempo veniva preparata con il sangue di maiale), le castagnole, il migliaccio e le tanto famose quanto gustose chiacchiere.

Ma che carnevale sarebbe senza maschere? Vediamo quali sono le più famose e i loro significati.

Ovviamente, quando si parla sia di maschere di Napoli spunta il simpatico ma allo stesso tempo malinconico Pulcinella, il figlio della Commedia dell’Arte. Inventata dall’attore Silvio Fiorillo nella seconda metà del ‘500, la maschera di Pulcinella esprime un po’ tutto ciò che è Napoli: eternamente ironico ma, nell’animo e nel volto, con una serietà disarmante e con malinconia nel cuore e voglia di rivincita verso chi ha sempre buttato giù il popolo partenopeo. Capace di donare tutto il suo amore alla sua Teresina, di uscire dalle situazioni più difficili grazie alla sua scaltrezza, Pulcinella è l’estrema sintesi del popolo napoletano: ricco di sentimenti, da sempre denigrato, capace di risolvere con un sorriso e con inventiva le situazioni più difficili.

Pulcinella è la maschera più famosa di Napoli ma non l’unica. Vediamo le altre.

La vecchia del Carnevale: di solito rappresentata sempre in compagnia di Pulcinella. È una vecchia, ma solo di testa, busto e viso, mentre il corpo è tonico e giovane, con un seno prosperoso.
I significati associati a questa maschera sono vari: possiamo comunque dire che la parte vecchia e brutta si riferisce al passato negativo, all’inverno e alla natura morta; la parte giovane e tonica è simbolo di un futuro prospero, un nuovo anno ricco, nuova vita e buona fortuna.

Don Felice Sciosciammocca: la maschera che rappresenta un credulone, un borghesotto napoletano viziato e sciocco. Spesso antagonista di Pulcinella. I due, infatti, sono l’uno l’opposto dell’altro: mentre Pulcinella rappresenta il popolo, Sciosciammocca ritrae la classe medio-borghese napoletana. Più che una maschera però, Don Felice Sciosciammocca è un “carattere”, un “personaggio scenico fisso” come si usa dire nel gergo teatrale. Molti lo hanno interpretato, uno su tutti Totò, ad esempio nel film “Miseria e nobiltà”.

Come trascorrere il Carnevale a Napoli?

Non perdetevi le sfilate di Carnevale nei quartieri Sanità, Materdei (piazza Ammirato), Scampia, Montesanto e Centro Storico (largo San Marcellino).

Inoltre, non perdetevi la Carnascialata: un evento carnevalesco con balli e cibo. Una cena-spettacolo che ogni anno, il giorno di martedì grasso (quest’anno il 17 febbraio 2015), la Casa-museo di Pulcinella organizza in via San Giovanni Maggiore Pignatelli.

A chi invece preferisce una serata movimentata, suggeriamo di partecipare alla festa in maschera che si terrà il giorno 16 febbraio 2015 presso il locale Dejavu di Pozzuoli.

Anche se non più come ai tempi dei Borbone, il Carnevale a Napoli resta una festa importante amata da grandi e piccini, ed è per questo che la città si prodiga affinché il divertimento sia sempre assicurato.

Carnevale 2014 a Napoli e in provincia

Non solo chiacchiere e sanguinaccio: scopri gli eventi da non perdere del Carnevale 2014 a Napoli e in provincia!

Il Carnevale è una delle feste più antiche e anche a Napoli coinvolge grandi e piccoli. Quest’anno il Carnevale cade leggermente in ritardo, nell’ultima settimana di febbraio; il martedi grasso sarà il 4 marzo, ma coriandoli, sfilate e feste in costume già riempiono l’atmosfera cittadina. Non manca un particolare menu pensato ad hoc per questa occasione: i dolci tipici della tradizione partenopea di questi giorni di festa, ossia le chiacchiere e il sanguinaccio.

Le sfilate in città iniziano venerdì 28 febbraio al quartiere Sanità e a Materdei, in Piazza Ammirato. Domenica 2 marzo, invece, la festa è a Scampia, per poi giungere al gran finale martedì 4 marzo con le sfilate nei quartieri di Barra, Montesanto, al centro storico (in Largo San Marcellino) e a Chiaiano, al Parco Cupa Spinelli.

Da non perdere è poi il corteo che si terrà a Ercolano, noto come il Carnevale Borbonico. Tante maschere, coriandoli, cibo, carri, il tutto condito continuamente da musica e balli. Da segnalare poi anche il Carnevale di Palma Campania, che si tiene dal 2 al 4 marzo 2014 con tanto di esibizione delle Quadriglie, i gruppi tradizionali carnevaleschi locali.

Se invece sei alla ricerca di una festa rigorosamente in maschera, lunedi 3 marzo 2014 non perdere le spettacolari serate con animazione, scenografie e tanto divertimento in programma nei migliori locali di Napoli e provincia: Dejavu di Pozzuoli, Occhi Occhi Oh in Vico Dei Sospiri e Teatro Posillipo in Via Posillipo.

Allora, hai scelto come trascorrere il Carnevale a Napoli? Ti è stata utile questa guida su cosa fare a Carnevale? Lascia pure un commento se hai suggerimenti o consigli da proporci !

Il Presepe degli Chef a Napoli

Uliassi porta in mano una copia della guida del Gambero Rosso e Cannavacciuolo è in posa alla Gordon Ramsay con i due coltelli incrociati: queste sono solo alcune delle gustose scenette rappresentate in questo gastro-presepe ad opera del maestro Marco Ferrigno.

Realizzato esclusivamente a mano secondo l’antica tradizione di famiglia, il Presepe degli Chef si presenta come una sorta di guida gastronomica con 27 statuine in terracotta visibili nella celebre strada dei presepi a Napoli, San Gregorio Armeno.

Il risultato è un vero e proprio presepe tradizionale d’autore in cui i classici pastori lasciano il posto ai volti noti degli chef della cucina italiana, tutti ritratti “al lavoro” tra il banco del pesce e quello dei formaggi, tra la vecchia osteria e la cucina.

Accanto al più noto chef Cannavacciuolo, anche gli altri “pastori” raffigurano i grandi nomi della cucina italiana, come Ciccio Sultano, Antonello Colonna, Heinz Beck, Massimiliano Alajmo e Nadia Santini, tutti ritratti “al lavoro” secondo le loro peculiarità.

La cura dei dettagli, l’arte nel rappresentare realisticamente alcuni personaggi, l’ironia e la somiglianza di certe espressioni, fanno del presepe degli chef un piccolo capolavoro d’artigianato che vuol essere un work in progress: ogni anno infatti, come accade nelle migliori guide gastronomiche, l’opera sarà aggiornata con l’aggiunta o la fuoriuscita di qualche personaggio.

Quindi, che tu sia o meno cultore dell’arte del presepe, non puoi perderti le vivaci botteghe artigianali del centro storico partenopeo, dove troverai sicuramente la statuina che stai cercando!

Raggiungi Napoli nel periodo delle feste natalizie con le tratte servite da Snav da Capri, Ischia, Procida e Sorrento.

Campania: le migliori sagre di novembre e dicembre 2013

I mesi autunnali sono ricchi di sagre ed eventi dedicati ai sapori tipici campani. In questo periodo è possibile viaggiare attraverso le culture culinarie e i prodotti artigianali che la Campania offre durante le tradizionali manifestazioni dedicate al gusto.

Scopri di seguito gli eventi più gustosi di novembre e dicembre:

Dal 16 al 17 novembre

Festa dell’Arte e della Gastronomia

Nel cuore di Avella, Il borgo storico si trasforma per un evento gastronomico unico. Non mancheranno gli assaggi dei prodotti tipici, i gusti artigianali e gli ottimi vini.

Per maggiori info: www.fondazioneavellarte.jimdo.com

 

La Sagra delle Sagre

Sant’Angelo dei Lombardi ospita anche quest’anno La Sagra delle Sagre. Giunta alla XIII edizione, è un’occasione da non perdere per scoprire l’artigianato artistico e rurale e la genuinità dei prodotti locali. Non mancheranno musica, tartufi, castagne, funghi e vini.

Per maggiori info:
Pro Loco “Alta Irpinia – Sant’Angelo dei Lombardi”
Tel. 0827.24123 – 34791200246 – 3392711049 – 3403905855
E-mail: prolocoaltirpinia@libero.it

 

Dal 30 novembre al 1 dicembre

La Sagra del Fagiolo

Un appuntamento per gli amanti dei sapori del Cilento. Il fagiolo di Controne è coltivato secondo tradizione con gli antichi metodi che i coltivatori cilentani non hanno mai abbandonato. Il fagiolo di Controne è famoso per la sua forma e per un colore completamente bianco. Fin dal pomeriggio sarà possibile assaggiare i piatti tipici di Controne

Per maggiori info: Comune di Controne – tel. 0828/772023

 

Dal 6 al 15 dicembre

Festa del Torrone e del Croccantino

San Marco Dei Cavoti rinnova l’appuntamento con la festa più dolce di dicembre. Dal 6 al 15 tutto il paese si anima per accogliere i visitatori più golosi e curiosi di provare le prelibatezze del beneventano.

Per maggiori info: http://www.festadeltorrone.it/