Da Spalato a Podstrana: sulle tracce di re Artù

Ci sono tante leggende affascinanti che riguardano la Croazia, una di queste colloca la mitica figura di Re Artù a Spalato e Podstrana. Generalmente il personaggio del re di Camelot è legato ad altri luoghi, come possiamo ancora leggere nei racconti che compongono il ciclo bretone, tuttavia, ci sono delle testimonianze che vedrebbero la costituzione della corte arturiana in tutt’altro luogo.

Del resto la figura di Re Artù è abbastanza controversa dal punto di vista storiografico. Ancora oggi non si riesce a stabilire, con assoluta certezza se il personaggio, tanto rinomato sia per il coraggio che per il senso di giustizia, sia esistito oppure no.

Sappiamo, dall’altro canto, che a Re Artù sono state attribuite diverse identità tra cui quella di Lucio Artorio Casto. Sono diversi gli scrittori che avvalorano questa tesi, tra i quali spiccano Linda Malcor, C. Scott Littleton, Kemp Malone e Ann Thomas.

In particolare, Lucio Artorio Casto era un ufficiale della VI legione in Britannia, le cui imprese avrebbero costituito la base su cui fondare il mito arturiano. Proprio a Podstrana, cittadina vicino a Spalato, pare che Re Artù abbia vissuto gli ultimi anni della sua vita, come governatore della regione Liburnia.

Ci sono dei documenti, due epigrafi, che attesterebbero la presenza di Lucio Artorio a Podstrana e testimonianze secondo le qualie la sua sepoltura sia avvenuta nei pressi di Spalato.

Per quanto riguarda le origini di Lucio Artorio Casto anche queste sono avvolte nel mistero. I croati sostengono che il prefetto dell’esercito romano sia nato nel villaggio di Lokivicice, quest’ultimo situato alle spalle della città di Spalato. Sarebbe stata croata anche la madre di Lucio Artorio e in particolare nata a Ingrane, da cui deriva il nome Ingrayne.

Invece, altri sono più propensi a ritenere che Lucio Artorio Casto sia originario di una famiglia campana, la cui presenza è accertata presso le città di Capua, Nola, Pozzuoli e Pompei e che il condottiero era discendente di Artorio Asclepiade, il quale era il medico di Augusto.

Qualunque sia la verità su Re Artù è certo che la sua leggenda non smette mai di affascinare. Tuttavia, se state programmando una vacanza invernale a Spalato, non resta che mettersi sulle tracce di Re Artù e magari visitare la vicina città di Podstrana, per scoprire di più su questa leggenda.

Inoltre, ricordiamo che fino al 4/11/2015, Snav effettua il servizio di collegamento con la Croazia, con i traghetti Spalato-Ancona. Visita subito il sito www.snav.it per scoprire le promozioni attive o per prenotare il tuo biglietto per viaggiare alla scoperta del mito arturiano.

Personaggi nati a Napoli: Lorenzo Insigne

Lorenzo Insigne è un attaccante che milita nella squadra di calcio del Napoli. Nato nella città partenopea il 4 giugno del 1991, muove i suoi primi passi calcistici nell’Olimpia Sant’Arpino. Notato dagli osservatori della SSC Napoli, nel 2006 viene inserito nel settore giovanile.

Le prime presenze nel Napoli risalgono al 2009, quando la squadra è guidata da Donadoni e il CT gli accorda la sua fiducia durante alcune amichevoli. L’esordio vero e proprio non tarda: infatti l’anno successivo Walter Mazzari, subentrato a Donadoni, lo schiera nei minuti finali della partita Livorno-Napol,i conclusasi a favore dei partenopei. Tuttavia, per l’attaccante non è ancora il momento di essere inserito in prima squadra: viene così dato in prestito alla Cavese, che in quel momento milita nel campionato di Lega Pro, Prima Divisione.

Gioca sotto la guida di Zdeněk Zeman prima nel Foggia e poi nel Pescara, squadre a cui viene dato in prestito negli anni successivi. Proprio in questo periodo si fa notare per la sua rapidità e per l’agilità nel fraseggio, per la visione di gioco e per l’altruismo dimostrato dai tanti assist fatti.

La stagione del 2011 al Pescara si rivela particolarmente propizia: infatti, totalizza 18 reti e 14 assist che contribuiscono alla promozione della compagine abruzzese in Serie A. Dopo questa annata, finalmente arriva il momento di indossare la maglia azzurra. Insigne sceglie il numero 24 ed è pronto ad affrontare la piazza di Napoli. Alla prima di campionato contro il Palermo è tra i titolari. Inoltre, comincia anche la sua avventura in UEFA Europa League contro gli svedesi dell’AIK.

Da allora la presenza di Insigne al Napoli è stata costellata da momenti di forma eccellente alternati ad altri di rendimento altalenante, che talvolta gli hanno procurato qualche dissapore con gli animi più accesi della tifoseria. D’altro canto, l’attaccamento alla maglia di Lorenzo Insigne è sempre stato palese, e nonostante alcuni momenti di crisi non ha fallito goal pesanti, tanto da segnare un primato importante nel 2014. Infatti, dopo Antonio Di Natale, Lorenzo Insigne è il secondo calciatore italiano ad aver segnato, nella stessa stagione, in tutte le competizioni: Serie A, Champions League, Europa League e Coppa Italia.

La carriera di Lorenzo subisce una momentanea battuta d’arresto il 9 novembre 2014, quando in occasione della partita di campionato contro la Fiorentina rimedia un infortunio abbastanza serio. La diagnosi parla di rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio destro. Seppure infortunato, tuttavia, Insigne non fa mai mancare il proprio supporto morale alla squadra.

Il suo rientro in squadra avviene circa cinque mesi dopo l’infortunio, nella partita contro la Roma, in cui gioca i minuti finali. Già al successivo impiego, il 26 aprile 2015, contro la Sampdoria, con la fascia di capitano al braccio Insigne segna un goal che sancisce definitivamente il suo ritorno.

Nel corso degli anni Insigne ha collezionato diverse presenze anche nella Nazionale Italiana, facendo parte sia dell’Under-20 che dell’Under-21, e anche in questi casi si è distinto in più occasioni. Vanta anche presenze nella Nazionale Maggiore, essendo stato convocato da Cesare Prandelli. Forse il futuro prevede ancora tante pagine in azzurro, stavolta quello della Nazionale di Conte; tuttavia una cosa è certa: Lorenzo Insigne sarà un giocatore che farà parlare ancora di sé.

Dubrovnik, una visita ad “Approdo del Re”, dalla serie “Il Trono di Spade”

Sapevate che “Approdo del Re“, importante location della fortunata serie statunitense “Il Trono di Spade” (Game of Thrones), si trova in realtà a Dubrovnik in Croazia?

“Il Trono di Spade” è una serie televisiva di genere fantasy. Nasce come trasposizione televisiva del ciclo di romanzi “Cronache del Ghiaccio e del Fuoco” (A Song of Ice and Fire) di George R. R. Martin. Creata da David Benioff e D.B. Weiss, ha debuttato il 17 aprile 2011 sul canale via cavo HBO.

La storia si svolge in un mondo immaginario composto da due continenti principali, Westeros e Essos. La trama presenta tre fili narrativi: le lotte tra le casate per ottenere il tanto ambito trono, l’arrivo di creature leggendarie che vivono oltre la barriera del nord e le peripezie dell’ultima erede della casa Targaryen, esiliata nel continente orientale per riappropriarsi del trono di Westross.

Un successo senza precedenti per questa serie, seguita da milioni di fan ed entrata di diritto nella storia della televisione. Un risultato ottenuto anche grazie a una campagna promozionale senza precedenti e a uno sforzo artistico ed economico senza eguali nella storia della HBO.

Il grande successo de “Il Trono di spade” è merito anche delle epiche ambientazioni che si trovano in diverse parti d’Europa e del Maghreb: Nord Irlanda, Marocco, Islanda, Malta e Croazia.

Uno dei luoghi più importanti della serie è, per l’appunto, Approdo del Re, la capitale dei Sette Regni nella quale si trova la roccaforte della Fortezza Rossa, all’interno della quale troviamo il tanto ambito trono.

Dubrovnik, con le sue imponenti mura e un mare cristallino, è il luogo ideale per rappresentare la capitale dei Sette Regni. La città ha avuto per molti secoli un ruolo fondamentale nel Mediterraneo e si è cinta di imponenti mura che le sono valse l’attributo di “città fortezza”. Il suo fascino medievale, la sua bellezza, le sue strade e le imponenti costruzioni hanno fatto sì che venisse scelta come set per girare le scene ambientate ad Approdo del Re.

Vuoi rivivere dal viso le atmosfere de “Il Trono di Spade”? Vuoi respirare l’aria della capitale dei Sette Regni? Con i traghetti Snav puoi raggiungere comodamente Dubrovnik grazie al collegamento via mare Ancona – Spalato: potrai portare l’auto al seguito per raggiungere questa località.

Scopri le offerte attive per la Croazia e prenota sul nostro Booking online!

Alessandro Siani

Nato a Napoli il 17 settembre 1975, Alessandro Siani (Alessandro Esposito all’anagrafe) è un comico, regista e attore tra i più apprezzati e affermati d’Italia.

Una lunga gavetta quella di Siani, partita all’interno del laboratorio “tunnel cabaret”, un locale storico di Santa Chiara. A soli 20 anni vince il “Premio Charlot” come miglior cabarettista dell’anno.

Continua la carriera con l’esordio nel 1998 nella trasmissione televisiva “Telegaribaldi”, uno show molto seguito in Campania. Qui interpreta il ruolo di Tatore (un giovane decisamente sopra le righe), uno dei personaggi più famosi e di successo dell’attore.

Altri programmi quali “Pirati”, “Maradona Show” e “Movida” rendono Siani ancora più conosciuto e apprezzato dal pubblico.

Nel 2003 sbarca su Rai 2 con la trasmissione televisiva “Bulldozer”, condotta da Federica Panicucci, interpretando il ruolo del già citato Tatore. Il personaggio rende Alessandro Siani apprezzato anche a livello nazionale.

Ma è con lo spettacolo teatrale “Fiesta” che Siani raggiunge una grande notorietà, che lo rende il comico più popolare della Campania e del sud Italia in generale. Il grande successo di “Fiesta” ha portato anche all’uscita di un DVD che ha venduto ben 26.000 copie.

Dopo “Fiesta” altri spettacoli come “Tienimi presente” e “Per tutti” hanno riscosso un grande successo, rendendo gli spettatori sempre più coscienti della bravura e della sua capacità di tenere la scena.

Nel 2006 debutta al cinema con il film “Ti lascio perchè ti amo troppo” dove interpreta ruolo di protagonista. Vince il premio come miglior attore al Giffoni Film Festival.

Sempre nel 2006 continua la sua esperienza cinematografica con il film “Natale a New York” insieme a Christian De Sica. Nello stesso anno partecipa come inviato allo stadio San Paolo per la trasmissione condotta da Simona Ventura “Quelli che…il calcio”.

Il 12 maggio 2007, sempre allo Stadio San Paolo di Napoli, sono presenti 25.000 persone per il suo spettacolo “Per tutti”.

Il 1 ottobre 2010 è una data importante: esce nelle sale il film “Benvenuti al Sud”, remake del film francese “giù al Nord”. Al fianco di Siani, come co-protagonista, c’è Claudio Bisio: il duo funziona alla grande. Il film riscuote un successo straordinario tra il pubblico e i critici cinematografici, con un incasso di 29.873.491€.

Un altro grande trionfo viene raggiunto con il film “La peggior settimana della mia vita”, in cui Siani interpreta il ruolo del miglior amico di Fabio De Luigi.

Si ripete il successo della coppia Siani / Bisio con “Benvenuti al Nord”, il sequel di “Benvenuti al Sud”. Il film incassa 27.178.307€ ma questa volta non convince molto la critica.

Nel 2013 Alessandro Siani debutta come regista con il film “Il Principe Abusivo”, nel quale interpreta anche il ruolo del protagonista. Viene premiata la sua prima esperienza come regista con un incasso di ben 15 milioni di euro.

Il 1 gennaio 2015 esce il suo secondo film, in cui ha sia il ruolo di regista che di attore protagonista. Il film, dal titolo “Si accettano miracoli”, è girato in Costiera Amalfitana. Nel cast ritroviamo anche Fabio De Luigi.

Sempre nel 2014, da un’idea di Alessandro Siani e con le musiche di Sal Da Vinci, nasce il musical “Stelle a metà”.

Alessandro Siani si conferma oggi sempre più nel panorama italiano con il suo talento, la sua comicità e la sua schiettezza, riuscendo a entrare nei cuori di tutti gli italiani. Un orgoglio partenopeo capace di far conoscere al resto d’Italia il bello della città di Napoli.

 

 

Le origini napoletane di Bruce Springsteen

Bello essere qui, io sono del Sud”: queste le parole pronunciate da Bruce Springsteen durante il concerto tenuto a Napoli lo scorso maggio del 2013. Parole veritiere, visto che il rocker ha origini napoletane! Non lo sapevate?

Born in the USA”, ma di origini partenopee. Bruce Springsteen, “the Boss”, è per il 50% italiano, e per la precisione napoletano.

Vediamo perchè Bruce Springsteen ha origini napoletane:

Il nonno paterno del “Boss” era per il 50% olandese e il 50% irlandese, mentre la nonna era al 100% irlandese. È tuttavia il lato materno, con i nonni Antonio Zerilli e Adelina Sorrentino, che conferisce a Bruce Springsteen origini italiane.

Il nonno paterno di Bruce nacque infatti a Vico Equense (Napoli) e apparteneva a una famiglia che viveva lì da 40 anni.

Il trisavolo di Bruce, Andrea Zerilli, nacque a Palermo nel 1852, Sposò Rosa Veniero, nipote di Luigi Serio (grande compositore lirico e patriota). Serio ricevette l’onorificenza di eccellente improvvisatore lirico e la cattedra di onorificenza presso l’Università Federico II di Napoli nel 1771.

Andrea Zerilli fondò il Gran Caffè Zerilli a Vico Equense. Il terzogenito della coppia, Raffaele Zerilli, sposò Raffaella Aiello e i due ebbero cinque figli, quattro femmine e un maschio. L’unico maschio si chiamava Antonio Zerilli.

Antonio Zerilli, che morì in America nel 1977, era un avvocato e sposò Adelina Sorrentino (nonna materna di Bruce Springsteen). I due ebbero tre figlie: Dora, Ida e Adele Ann (madre del cantante).

Adele Ann sposò Douglas Frederick Springsteen. Dal loro matrimonio nacquero Bruce, Virginia e Pamela Springsteen.

Ecco spiegate le origini napoletane di Bruce Springsteen.

L’amministrazione del Sindaco di Vico Equense, Gennaro Cinque, ha deciso di conferire al musicista la cittadinanza onoraria. A spingere questa iniziativa sono stati la presenza di zii e parenti diretti che vivono ancora a Vico Equense e tutte le informazioni presenti in biografie e libri del cantante rock facenti chiari riferimenti alle sue origini napoletane.

Molti cantanti e attori americani hanno origini italiane: questo ci fa sentire più vicini a un mondo che sembra totalmente distante dal nostro. Quando poi si mette di mezzo anche la musica, come nel caso di Bruce Springsteen, le distanze sembrano azzerarsi: così le culture si uniscono e ci sentiamo tutti parte di uno stesso mondo.

 

 

Antonino Cannavacciuolo

Lo chef Antonino Cannavacciuolo è uno dei volti più noti della tv di questi tempi: con il programma “Cucine da incubo“, versione italiana del format americano condotto da Gordon Ramsay, porta in giro per l’Italia le sue ricette e salva ristoratori sull’orlo del fallimento.

Anche se vive e lavora in Piemonte, Cannavacciuolo in realtà è napoletanissimo. Nato nel 1975 a Vico Equense, nella Penisola Sorrentina, dopo aver conseguito l’Attestato di Cucina nel 1994 presso la scuola alberghiera ha proseguito il suo percorso di formazione lavorando in alcuni importanti ristoranti francesi: tra questi l’Auberge dell’Ile di Illerausen e il Buerehiesel di Strasburgo, per poi collaborare con lo chef Gualtiero Marchesi presso la cucina dell’Hotel Quisisana di Capri.

Grazie all’incontro con la moglie, dal 1999 gestisce l’Hotel Ristorante Villa Crespi sul lago d’Orta, di cui è patron Chef. Le sue abilità culinarie gli sono vale nel tempo prestigiosi riconoscimenti, tra cui 2 stelle Michelin, 3 forchette del Gambero Rosso e 3 cappelli de l’Espresso.

La sua idea di cucina si fonda sulla fusione tra elementi piemontesi e campani, per creare un mix di tradizione e innovazione supportato da una grande dose di fantasia e creatività. Queste idee hanno preso forma anche in due libri, “In cucina comando io” e “Pure tu vuoi fare lo chef?”

Capri Studios, dove nascono i capolavori del pop e del rock

Che Capri fosse una delle località preferite dai vip di tutto il mondo, è cosa risaputa; pochi invece sanno che l’isola ospita uno studio di registrazione frequentato da alcune delle stelle più luminose del panorama musicale mondiale, che scelgono di dare vita qui ai loro lavori discografici.

Chi avrebbe mai detto che alcuni dei più celebri best seller della musica internazionale prendono forma qui, sotto il cielo di Capri, e non ad Abbey Road o in qualche modernissimo studio newyorchese?

I Capri Studios sorgono inosservati e in modo quasi anonimo tra le case bianche tipiche dell’isola, all’ombra del monte Solaro e con affaccio sull’azzurro di Marina Piccola: di fatto, diventano la location ideale per trovare la giusta ispirazione artistica, grazie a un incredibile connubio di natura, tranquillità, tutela della privacy e ospitalità fuori dal tempo.

E così, nomi del calibro di Sting, Aerosmith, Mariah Carey, Simple Minds, Duran Duran e Pearl Jam hanno scelto i Capri Studios per incidere i propri brani, hit di fama mondiale che vengono cantate a squarciagola dai fan di tutto il globo durante i concerti, alla radio o in televisione.

Anche i vip nostrani mostrano una certa predilezione per questo luogo: possiamo fare i nomi di Zucchero, Vasco Rossi, Franco Battiato e Laura Pausini, tutte stelle del firmamento musicale italiano che periodicamente vengono qui a registrare i loro album.

Il segreto, secondo Carlo Quinto Talamona, proprietario degli Studios, risiede nel saper garantire agli artisti un mix perfetto di eccellenza tecnologica, grazie alla presenza di macchine sofisticate e all’avanguardia, e ospitalità caprese, che mette i musicisti in condizione di poter lavorare nel massimo comfort.

Anche se non siete delle pop star ma semplici amanti dell’Isola Azzurra e volete godervi l’incanto di questa location ricca di fascino e bellezza, consultate gli orari delle partenze degli aliscafi Snav che collegano il porto di Napoli a Capri tutti i giorni dell’anno.

 

 

Il videoclip di “Amalfi” degli Hooverphonic è stato girato a Ischia!

Quanti di voi guardando per la prima volta il videoclip di “Amalfi“, uno dei singoli tratti da “Reflection”, ultimo album degli Hooverphonic, pop band belga famosa in tutto il mondo per aver lanciato hit di fama internazionale quali “Mad About You” e “Out Of Sight”, sono rimasti straniti pensando “ma questa non è mica Amalfi!“?

E infatti, per gli osservatori più attenti non è difficile riconoscere l’isola d’Ischia quale set prescelto per l’ambientazione del video:

Nel filmato è possibile riconoscere alcuni dei luoghi più celebri dell’isola: il porto, la Riva Destra, il monte Epomeo, la chiesa del Soccorso a Forio.

La scelta di ambientare a Ischia il videoclip di un brano che si intitola “Amalfi” ha suscitato non poco scalpore sul web: sono molti infatti gli abitanti di entrambe le località che hanno sottolineato la mancanza di correttezza di tale decisione. La band, dal canto suo, si è scusata sostenendo che non sarebbe stato possibile girare il video in Costiera per motivi puramente logistici.

In ogni caso, polemiche a parte, se avete apprezzato anche voi le bellezze di Ischia contenute nel video e vi è venuta voglia di raggiungere l’isola Verde per un weekend o per una vacanza più lunga, potete scegliere gli aliscafi Snav che la collegano al porto di Napoli tutti i giorni con un servizio rapido e comodo! Sul sito di Snav potete ottenere tutte le informazioni sulle partenze giornaliere e acquistare il vostro biglietto online.

 

 

Napoli: il fantasma di San Lorenzo

Tra le tante leggende napoletane, ce n’è una che appartiene al quartiere Secondigliano: il fantasma di San Lorenzo.

Si narra che 100 anni fa, il 9 agosto, nel cortile di un palazzo di Corso Secondigliano, si fece una grande festa per le nozze di due giovani sposi: Milena e Cosimo.

Ma nonostante l’apparenza, il matrimonio era stato celebrato solo perchè “combinato” e la povera Milena non nutriva alcun sentimento per Cosimo. Tutti i suoi sogni si erano spenti proprio nel giorno che doveva essere il più bello della sua vita e così, quando dovette adempiere ai suoi doveri coniugali, la ragazza si defilò con una scusa, salì sull’attico del Palazzo e, illuminata dalla candida luna come l’abito che indossava, si gettò nel vuoto.

Dopo quella notte, tanti sono i napoletani che giurano di avere visto, la notte del 10 agosto, il fantasma della giovane Milena ripetere quel drammatico gesto che le fu fatale, per poi sparire nel nulla. Per altri invece, quella bianca luce cadente è solo una delle stelle che animano i cieli della notte di San Lorenzo.

Napoli è raggiungibile partendo da tutte le destinazioni servite dai traghetti e dagli aliscafi Snav.

Napoli: il fantasma di Maria d’Avalos

Nel 1590, Palazzo Sansevero di Napoli fu teatro di un terribile delitto d’onore che ancora oggi la città e il suo popolo ricordano.

In quell’anno ormai tutti sapevano della storia d’amore tra Maria d’Avalos, moglie del principe Carlo Gesualdo, e il suo amante, il duca d’Andria Fabrizio Carafa.

La notte del 18 ottobre, per mano di sicari, i due amanti vennero uccisi e Don Carlo non esitò a infierire ancora su di loro col suo pugnale pieno di odio. Il marito, per mostrare alla gente di aver lavato via l’onta subita, esibì addirittura i due corpi martoriati sul portone di casa.

Presto però, temendo la vendetta dei Carafa, il principe di Venosa scappò via da Napoli, vivendo per 17 anni con tremendi sensi di colpa.

Dopo quel giorno, il fantasma della bellissima Maria d’Avalos vaga tutte le notti per le buie strade di piazza San Domenico Maggiore, emettendo strazianti lamenti in cerca dell’amante perduto e lasciando brividi di terrore alle persone che hanno la sfortuna di ascoltarli.

Ricordiamo, infine, che Napoli con le sue leggende è raggiungibile partendo da tutte le destinazioni servite dai traghetti e dagli aliscafi Snav.