Napoli: il fantasma di San Lorenzo

Tra le tante leggende napoletane, ce n’è una che appartiene al quartiere Secondigliano: il fantasma di San Lorenzo.

Si narra che 100 anni fa, il 9 agosto, nel cortile di un palazzo di Corso Secondigliano, si fece una grande festa per le nozze di due giovani sposi: Milena e Cosimo.

Ma nonostante l’apparenza, il matrimonio era stato celebrato solo perchè “combinato” e la povera Milena non nutriva alcun sentimento per Cosimo. Tutti i suoi sogni si erano spenti proprio nel giorno che doveva essere il più bello della sua vita e così, quando dovette adempiere ai suoi doveri coniugali, la ragazza si defilò con una scusa, salì sull’attico del Palazzo e, illuminata dalla candida luna come l’abito che indossava, si gettò nel vuoto.

Dopo quella notte, tanti sono i napoletani che giurano di avere visto, la notte del 10 agosto, il fantasma della giovane Milena ripetere quel drammatico gesto che le fu fatale, per poi sparire nel nulla. Per altri invece, quella bianca luce cadente è solo una delle stelle che animano i cieli della notte di San Lorenzo.

Napoli è raggiungibile partendo da tutte le destinazioni servite dai traghetti e dagli aliscafi Snav.

Napoli: il fantasma di Maria d’Avalos

Nel 1590, Palazzo Sansevero di Napoli fu teatro di un terribile delitto d’onore che ancora oggi la città e il suo popolo ricordano.

In quell’anno ormai tutti sapevano della storia d’amore tra Maria d’Avalos, moglie del principe Carlo Gesualdo, e il suo amante, il duca d’Andria Fabrizio Carafa.

La notte del 18 ottobre, per mano di sicari, i due amanti vennero uccisi e Don Carlo non esitò a infierire ancora su di loro col suo pugnale pieno di odio. Il marito, per mostrare alla gente di aver lavato via l’onta subita, esibì addirittura i due corpi martoriati sul portone di casa.

Presto però, temendo la vendetta dei Carafa, il principe di Venosa scappò via da Napoli, vivendo per 17 anni con tremendi sensi di colpa.

Dopo quel giorno, il fantasma della bellissima Maria d’Avalos vaga tutte le notti per le buie strade di piazza San Domenico Maggiore, emettendo strazianti lamenti in cerca dell’amante perduto e lasciando brividi di terrore alle persone che hanno la sfortuna di ascoltarli.

Ricordiamo, infine, che Napoli con le sue leggende è raggiungibile partendo da tutte le destinazioni servite dai traghetti e dagli aliscafi Snav.

Sicilia: Ragusa, città dei Cento Pozzi e i Diavoli

Ragusa, comune della Sicilia tra i più agiati del mezzogiorno, è chiamata anche la città dei cento pozzi.

Le fondamenta della città siciliana, infatti, si presentano bucherellate da antiche cisterne, scavate nell’epoca preistorica, e visibili sia nelle grandi piazze e sia nei vicoletti sperduti.

Una vecchia leggenda ha fantasiosamente immaginato questi pozzi come canali di comunicazione, dei quali si servivano i diavoli per spuntare dall’inferno, posizionato al centro della terra, a Ragusa. Questi diavoli tentavano poi le giovani donzelle ragusane e creavano litigi tra i cavalieri. Anche oggi i ragazzi utilizzano la leggenda come “scusa” per giustificarsi da marachelle e “fuitine”.

A circa 5 km dalla contrada dei Cento Pozzi, merita la visione della Grotta delle Trabacche in Contrada Buttino.
Buttino e Cento Pozzi sono infatti spesso considerate un’unica contrada.

Anche sulla Grotta delle Trabacche circola una famosa leggenda popolare: il suo nome, si narra, deriverebbe dal atto che 3 vacche, entrate nella grotta, non riuscirono più a uscire fuori.

La Sicilia, splendida isola ricca di leggende, è raggiungibile imbarcandosi a Napoli sui traghetti per Palermo Snav.

Catania: il mistero di Ettore Majorana

E’ ancora mistero sulla scomparsa di Ettore Majorana, grande fisico teorico, nato a Catania nel 1906.

Il genio del secolo scorso, paragonato ai grandi dell’umanità come Newton e Galilei, scomparve improvvisamente il 26 marzo 1938.

Il fisico si imbarcò a Napoli il 25 marzo, diretto a Palermo, dove rimase per un paio di giorni.

Il giorno stesso, però, inviò a Antonio Carelli (professore di Fisica sperimentale e suo grande amico) una missiva nella quale scrisse di aver preso un’inevitabile decisione e di perdonarlo.
Ai familiari invece scrisse di non tenere il lutto per più di 3 giorni, di ricordarlo e di perdonarlo.
Il 26 marzo Carelli ricevette sempre da Majorana un telegramma nel quale gli diceva di non tener conto della missiva che gli aveva precedentemente inviato.
Lo stesso giorno scrisse all’amico per l’ultima volta: “Il mare mi ha rifiutato e ritornerò domani all’albergo Bologna…” Ma di lui non si seppe più nulla.
Quel che è certo e che Ettore Majorana, prima di partire, rilevò una grossa somma di denaro e con lui scomparve anche il suo passaporto…

La Sicilia, terra natìa di questo genio avvolto dal mistero, è raggiungibile imbarcandosi a Napoli sui traghetti per Palermo Snav.

Sicilia: Palazzo Gangi-Valguarnera e Il Gattopardo di Luchino Visconti

Il Palazzo Valguarnera-Gangi, l’ edificio settecentesco situato vicino alla Galleria d’Arte Moderna Sant’Anna a Palermo, è stato d’ispirazione al regista Luchino Visconti per un celebre film: “Il Gattopardo“.
Il kolossal drammatico del 1963, tratto dal romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa e vincitore della Palma d’oro al Festival di Cannes, scelse proprio Palermo come principale location.
Le strade asfaltate vennero ricoperte da terra battuta e le saracinesche furono sostituite da persiane e tende.
Location perfetta e in ottimo stato di manutenzione fu invece Palazzo Gangi, in cui venne girato il ballo finale, una delle scene più memorabili del film.
Il regista volle arricchire comunque gli ampi spazi interni con mobili, arazzi, quadri e suppellettili donati dagli Hercolani e dal musicologo Gioacchino Lanza Tommasi. Grazie alla magnificenza del palazzo e alle opere con cui venne arricchito, “Il Gattopardo” si aggiudicò anche il Nastro d’Argento alla migliore scenografia.

Ricordiamo ai turisti desiderosi di visitare il Palazzo Valguarnera-Gangi, che possono raggiungere la Sicilia imbarcandosi a Napoli sui traghetti per Palermo Snav.

Napoli: le piazze Wifi del capoluogo partenopeo

Il 31 marzo di quest’anno è stato inaugurato il Napoli Wifi, Bellini Happening, un grande evento per dare il benvenuto alle prime 2 piazze Wifi del capoluogo partenopeo: Piazza Bellini e Piazza Municipio.

Il progetto di copertura Wifi è stato promosso e realizzato dall’Assessorato ai Servizi Informatici e reti telematiche insieme a Telecom Italia.
Le settimane seguenti hanno visto la copertura wifi anche Piazza Dante, Galleria Principe di Napoli, via Port’Alba e Città della Scienza.

Per accedere alla rete bisogna avviare il proprio Wifi attraverso terminali come notebook, smartphone e tablet e una volta che ci si sarà agganciati alla rete Comune-NA Piazze WIFI basterà registrarsi inserendo anche il proprio numero di cellulare; in questo modo si attiverà un servizio che vi permetterà di navigare gratuitamente per 3 ore al giorno.
Per ulteriori informazioni potete consultare il sito www.comune.napoli.it/wifinapoli

I turisti che volessero sperimentare il Napoli Wifi nelle piazze qui sopra citate, possono raggiungere il capoluogo partenopeo partendo da tutte le destinazioni servite dai traghetti e dagli aliscafi Snav.

Napoli e il caffè sospeso

Il caffè sospeso è una tradizione dei bar napoletani, nella quale il cliente paga per sé 2 caffè ma ne beve solo uno.

Questo capita solitamente quando la persona in questione ha iniziato la mattinata allegramente o è felice per qualche motivo in particolare. Il caffè pagato rimane a disposizione di un prossimo cliente, solitamente una persona meno abbiente che chiede appunto se c’è un caffè in sospeso.
In altre parole il caffè sospeso è un caffè offerto al resto del mondo, all’umanità.

Anche se questa tradizione napoletana è meno diffusa di un tempo, è stata ricordata dallo scrittore Luciano De Crescenzo, il quale ha raccolto articoli, considerazioni e frasi apparse su riviste e quotidiani dal 1977 al 2007, riguardanti la quotidianità del capoluogo partenopeo.
Questi aneddoti e documenti sono racchiusi nel libro Il caffè sospeso, edito nel 2008 da Arnoldo Mondadori Editore.

Ricordiamo ai turisti che possono raggiungere Napoli partendo da tutte le destinazioni servite dai traghetti e dagli aliscafi Snav.

Napoli: la storia dell’orologio di Palazzo San Giacomo, 1854

Il Palazzo storico comunale di Napoli racchiude tante storie smarrite con gli anni: luoghi, oggetti, figure appartenute alla storia della città partenopea.

Una curiosità del XIX secolo è legata all’orologio di Palazzo San Giacomo.

In quegli anni di innovazione e ricerca, il re Ferdinando II di Borbone delle Due Sicilie, volle acquistare nel 1853 un orologio da sistemare in una piazza pubblica.

L’orologio innovativo fu acquistato a Londra ma, durate il tragitto (treno e nave a vapore), arrivò danneggiato. Il costo totale dell’orologio (tra acquisto, trasporto e riparazione), costò mille ducati e il re mise la cifra a carico dell’Amministrazione cittadina.

L’orologio fu collocato, per volere del re, nell’attuale piazza del Municipio (allora Largo del Castello), davanti alla facciata del Palazzo di San Giacomo.

L’orologio, a quattro quadranti leggibili anche durante la notte, entrò in funzione nel novembre del 1854 (fu rimosso nel 1863) prendendo l’energia elettrica da cavi interrati collegati alla stazione telegrafica.

Ricordiamo che Napoli è raggiungibile partendo da tutte le destinazioni servite dai traghetti e dagli aliscafi Snav.

Napoli: Via Toledo, storia del nome dato alla celebre arteria napoletana

Via Toledo è una delle arterie principali di Napoli. Lunga 1200 metri, è una delle mete preferite per gli amanti dello shopping cittadino.

La celebre via si interseca con altrettante importanti strade e piazze; lungo la passeggiata (che inizia da Piazza Trieste e Trento) si possono ammirare oltre a lussuose boutique, anche palazzi storici, teatri, rinomate pasticcerie e chiese monumentali.

Via Toledo è stata voluta nel 1536 dal viceré Pedro Alvarez de Toledo, affidando il progetto agli architetti Giovanni Benincasa e Ferdinando Manlio. Il progetto prevedeva appunto di collegare Piazza Dante (all’epoca largo di Mercato) al nuovo quartiere di Chiaja.

La via è conosciuta anche come Via Roma, in onore della capitale dopo l’Unità d’Italia, ma molti furono contrari al nuovo nome e molti recitavano questa strofetta: “tutte le vie menano a Roma; 
Imbriani, la tua molto diversa,
 non mena a Roma ma mena ad Aversa (struttura manicomiale n.d.r.).

I turisti che volessero passeggiare per Via Toledo, possono raggiungere Napoli partendo da tutte le destinazioni servite dai traghetti e dagli aliscafi Snav.

Sicilia: le tonnare

Le tonnare sono presenti in Sicilia nelle città di Palermo, Trapani, Siracusa e Messina e rappresentano per il territorio un bene culturale, un’importante testimonianza della tradizione della pesca sull’isola.

Ricordiamo innanzitutto che la tonnara è un impianto di reti collocato nel mare che cattura i tonni provenienti in branco dall’oceano Atlantico. In Sicilia questo particolare tipo di pesca veniva utilizzato già settecento anni fa; il tonno rappresentava per gli abitanti del Mediterraneo una vera e propria fonte di ricchezza.

Oggi sono state migliorate le tecniche e i materiali per fabbricare le reti, ma i canti ed i gesti delle mattanze (quando i tonni vengono issati sui barconi) sono rimasti identici all’antica tradizione popolare siciliana.

Tra le tonnare famose citiamo quella di San Giorgio a Messina (attiva già dal 1407); la Tonnara del Secco a San Vito Lo Capo (situata ad ovest del golfo di Castellamare a ridosso di monte Monaco) e la Tonnara Arenella, divenuta oggi una suggestiva borgata della costa di Palermo.

Ricordiamo ai turisti che la Sicilia è raggiungibile imbarcandosi sui traghetti Napoli Palermo. Prenota il tuo titolo di viaggio comodamente online. Grazie alla partnership con GNV Snav ti offre la possibilità di acquistare,  tramite il sito, il tuo biglietto per i traghetti per Palermo in maniera semplice e veloce!