Sicilia: Castello della Favara, Palermo

Sicilia: Castello della Favara, Palermo

castello della favara a palermoIl Parco della Favara di Palermo è stato un parco reale normanno.
Il castello che sovrasta la Favara è sorretto da conci di tufo ed è per la Sicilia una grande testimonianza di arte araba e bizantina.
Un tempo vi sorgeva appunto un palazzo (l’attuale castello di Maredolce) insieme a un lago artificiale di 40 ettari e ad un ricco giardino.
Nel 1071 il palazzo divenne dimora del normanno Conte Ruggero, mentre il giardino veniva irrigato dalla falda acquifera della pianura attraverso pozzi e canaletti.
Nel 1328 il Castello della Favara fu ceduto da Federico II d’Aragona ai Cavalieri Teutonici della Magione, mentre nel XV divenne proprietà della famiglia Bologna. In seguito fu ceduto al Duca Francesco Agraz.

Oggi è possibile visitarlo previo appuntamento con la Sovrintendenza Beni Culturali della Regione Sicilia; durante la manifestazione “Palermo Apre le Porte” il castello è aperto a tutti.

Ricordiamo ai turisti che volessero visitare il Castello di Maredolce, che possono approdare in Sicilia è imbarcandosi a Napoli sui traghetti per Palermo Snav.

Sicilia: Antiquarium di Himera, Palermo

himera, antiquariumL’Antiquarium di Himera sorge all’interno dell’area archeologica di Termini Imerese, in provincia di Palermo.

Himera è stata una colonia greca di Sicilia, protagonista della battaglia omonima avvenuta nel 480 a.C., nella quale l’esercito cartaginese venne sconfitto da quello di Siracusa e di Akragas.

L’Antiquarium conserva numerosi reperti rinvenuti dagli scavi in quell’area e nelle zone adiacenti. Inoltre sono esposti relitti e oggetti ritrovati nei fondali delle coste siciliane: anfore, piombo e oggetti di un relitto bizantino, probabilmente una nave da guerra naufragata nel mare di Cefalù.
Vicino allo stabilimento Fiat di Termini Imerese, due anni di scavi hanno portato alla luce la necropoli di Himera: diecimila tombe che contengono le salme dei cavalieri di Himera, caduti nella battaglia sul mar Tirreno.
I sepolcri svelano riti, costumi e storie di vita quotidiana della colonia greca, ma anche i segreti della città di Himera, fondata nel 648 a.C. e vissuta solo per 240 anni.

L’Antiquarium di Himera si trova in località Buonfornello ed è visitabile tutti i giorni. Ricordiamo inoltre che la Sicilia è raggiungibile imbarcandosi a Napoli sui traghetti per Palermo Snav.

Sicilia: casa di Salvatore Quasimodo a Modica, Ragusa

casa natale di salvatore quasimodo a modicaSalvatore Quasimodo, il poeta italiano premio Nobel per la letteratura nel 1959 nacque a Modica, e proprio nella città siciliana c’è ancora la sua casa natale.

La casa del poeta, dove nacque il 20 agosto del 1901, è arredata ancora con i mobili originali dell’epoca, mentre lo studio conserva parte dei suoi libri e alcuni oggetti personali.
Entrare nella casa del poeta, vuol dire immergersi dentro la sua poesia: proprio per questo è stata creata La Stanza della Poesia all’interno della quale si possono ascoltare, tramite letture, quattro liriche di Quasimodo: Al padre, La terra impareggiabile, Uomo del mio tempo, Lettera alla madre.
La casa si trova all’interno del Parco Letterario Salvatore Quasimodo, in via Posterla a Modica.

Il Parco mette inoltre a disposizione un itinerario letterario chiamato “Tra vicoli e poesia…” che attraversa il centro storico del comune ragusano; un percorso alla scoperta delle poesie scritte sulle maioliche e poste in luoghi caratteristici.

Per informazioni riguardo agli orari e alle visite guidate, è possibile consultare il sito www.etnosmodica.it

Ricordiamo, infine, che la bella Sicilia è raggiungibile imbarcandosi a Napoli sui traghetti per Palermo Snav.

Conservatorio Vincenzo Bellini, Palermo

conservatorio vincenzo belliniTra gli edifici storici della città di Palermo, non possiamo non citare il Conservatorio musicale Vincenzo Bellini.

Nel 1618 la struttura, caratterizzata da un chiostro e da un portale del ‘300, fu istituita per volontà del viceré Conte De Castro, sotto il titolo di Conservatorio del Buon Pastore.
Alla fine del ‘700 l’edificio raggiunse un gran prestigio: si pensi che vi si formò il compositore Francesco Piticchio, che diresse nel 1786 l’Opera italiana a Brunswick.

Agli inizi dell’800 il barone Pietro Pisani fece costruire, all’interno del Conservatorio, un piccolo teatro e volle come direttore il grande compositore Pietro Raimondi.

Grazie a lui e ad altri grandi dell’epoca, il Conservatorio musicale di Palermo divenne famoso anche all’estero, entrando in contatto con altri conservatori che apprezzarono le opere dei musicisti siciliani.

Oggi il Conservatorio, oltre ad essere teatro di concerti ed eventi importanti, possiede una rilevante collezione di strumenti antichi, alcuni donati da Pisani, libri e spartiti che fungono da testimonianza del grande lavoro dei musicisti siciliani.

Ricordiamo,infine, che la Sicilia è raggiungibile imbarcandosi a Napoli sui traghetti per Palermo Snav.

Festival della nuova canzone siciliana

festival canzone sicilianaA Catania ha riaperto i battenti dal 2009 una grande manifestazione canora: il Festival della nuova canzone siciliana.

L’evento ha avuto luogo la prima volta nel 1980 ed era condotto da Pippo Baudo, Pino Caruso e Pippo Pattavina. Il Festival si è svolto ogni anno fino al 1987, poi ripreso nel 1991 e in seguito interrotto fino a 2 anni fa, quando Salvo La Rosa dal Teatro ABC di Catania ne ha ripreso la conduzione.

Oltre alla gara canora, la manifestazione siciliana include anche momenti di varietà insieme ai comici Salvatore Mancuso Toti, Salvatore La Mantia Totino e Enrico Guarneri Litterio.

Dall’11 febbraio al 27 maggio 2010 si è svolta sempre a Catania l’11esima edizione del Festival, all’interno del Teatro ABC e sempre sotto la guida di Salvo La Rosa, accompagnato da Alice Consoli, Diletta Leotta e Marilena Silla.

Il vincitore della categoria premio Sicilia è stato Vincenzo Spampinato, mentre per la categoria premio Trinacria hanno trionfato I Beddi.

In attesa di conoscere la nuova data del prossimo Festival della nuova canzone siciliana, ricordiamo ai turisti che la Sicilia è raggiungibile imbarcandosi a Napoli sui traghetti per Palermo Snav.

Sicilia: Loggia dell’Incoronazione, Palermo

palermo, loggia dell'incoronazioneLa Loggia dell’Incoronazione è un’elegante costruzione composta da una cappella ad unica navata e da un portico che anticamente la univa al Duomo di Palermo.

Nei secoli passati (prima della riedificazione dell’Arcivescovo Walter Offamilio nel 1185), gli storici affermano che la cappella costituì il luogo dal quale i re si mostravano al popolo esultante subito dopo l’incoronazione o per ricevere ovazioni.
A metà del XVI secolo la loggia venne modificata e fu aggiunta una balaustra: la cappella cambiò finalità e divenne uno dei luoghi d’incontro preferiti dai nobili di Palermo.
La Loggia dell’Incoronazione fu colpita dalle bombe borboniche nel 1860, ma di recente è stata riedificata ed è stato possibile conservare anche le colonne e i capitelli.
L’edificio oggi è collocato a nord della Cattedrale, adiacente alla cappella di Santa Maria Incoronata ed è una delle sedi della Sovrintendenza Regionale Beni Culturali e Ambientali.

Informiamo i turisti che volessero visitare questo importante edificio storico, che possono approdare in Sicilia imbarcandosi a Napoli sui traghetti per Palermo Snav.

Luciano Pavarotti e la musica napoletana

luciano pavarottiIl compianto tenore Luciano Pavarotti non ha mai negato la sua grande passione per la canzone napoletana.

Come non ricordare l’indimenticabile interpretazione della canzone ‘O sole mio, insieme a Placido Domingo e José Carrera?
Pavarotti amava la canzone napoletana e ha interpretato parecchi brani durante la sua lunga e luminosissima carriera musicale: ricordiamo Torna a Surriento, di Ernesto e Giambattista De Curtis, Core ‘ngrato dell’emigrato napoletano Alessandro Sisca e ‘O surdato ‘nnammurato, scritto dal poeta Aniello Califano.
In una kermesse del tenore del 1999, dedicata al Guatemala e al Kosovo, Pavarotti si esibì con un classico della canzone napoletana: La mia canzone al vento.

Proprio ad aprile 2011, la vedova di Pavarotti, Nicoletta Mantovani, ha incontrato Maurizio Maddaloni, presidente della Camera di Commercio di Napoli, illustrando il progetto di una manifestazione estiva da svolgersi a Napoli, ideata dalla fondazione intestata al tenore.

La bella Napoli, tanto amata da Luciano Pavarotti, è raggiungibile partendo da tutte le destinazioni servite dai traghetti e dagli aliscafi Snav.

Napoli: Enzo Gragnaniello

Enzo Gragnaniello è un noto cantautore nato nel 1954 a Vico Cerriglio, il vicolo più stretto di Napoli.

L’artista compone le sue prime canzoni a 18 anni; nel 1977 forma il gruppo “Banchi Nuovi”, nome legato ai Disoccupati Organizzati di cui lui stesso faceva parte.

L’idea di questo gruppo è nata per riscoprire le radici della musica napoletana; proprio dai Disoccupati Organnizati è nata la famosa canzone “O scippatore”.

Gragnaniello partecipa nel 1976 al Festival di Berlino, dedicato alle tradizioni popolari e in seguito incide i suoi primi album. “Salita Trinità degli Spagnoli”, album del 1985, si ispira proprio ai Quartieri Spagnoli di Napoli, dove vive tutt’oggi.

Il cantautore ha scritto molte canzoni per Mia Martini, ricordiamo Donna e Cu’mme, interpretata insieme a Roberto Murolo e a Enzo stesso spopolando alla manifestazione Viva Napoli, nel 1992.

La sua carriera musicale è tuttora in auge; nel 2010 ha ricevuto il premio Artistico Culturale e Musicale Armando Gill.

Informiamo, infine, che è possibile approdare a Napoli partendo da tutte le destinazioni servite dai traghetti e dagli aliscafi Snav.

Napoli: James Senese, sassofonista

james seneseJames Senese è un famoso sassofonista, nato nel quartiere Miano di Napoli nel 1945, da padre afroamericano e madre napoletana.

Il musicista inizia la sua carriera musicale negli anni ’60 con un gruppo chiamato 4 Con; da qui inizia la collaborazione con il cantante Mario Musella.

Senese si contraddistingue fin da subito per le sue grandi abilità e fonda il gruppo Napoli Centrale insieme all’amico Franco del Prete, con il quale incide album di successo improntati sul genere jazz-rock dalla forte connotazione popolare.

Nel 2001 il suo album “Zitte! Sta arrivanne ‘o mammone” riscuote un ottimo successo, grazie anche a importanti collaborazioni quali Enzo Gragnaniello, Lucio Dalla e Raiz.

James Senese a tutt’oggi fa parte del supergruppo di Pino Daniele, insieme a altri grandi musicisti (Tullio De Piscopo, Tony Esposito, Joe Amoruso).

Il musicista napoletano, inoltre, ha raccontato il suo percorso artistico nel libro Je sto ccà, uscito nel 2005.

Napoli, terra natìa di questo grande artista, è raggiungibile partendo da tutte le destinazioni servite dai traghetti e dagli aliscafi Snav.

Napoli: la storia dell’orologio di Palazzo San Giacomo, 1854

palazzo san giacomo napoliIl Palazzo storico comunale di Napoli racchiude tante storie smarrite con gli anni: luoghi, oggetti, figure appartenute alla storia della città partenopea.

Una curiosità del XIX secolo è legata all’orologio di Palazzo San Giacomo.

In quegli anni di innovazione e ricerca, il re Ferdinando II di Borbone delle Due Sicilie, volle acquistare nel 1853 un orologio da sistemare in una piazza pubblica.

L’orologio innovativo fu acquistato a Londra ma, durate il tragitto (treno e nave a vapore), arrivò danneggiato. Il costo totale dell’orologio (tra acquisto, trasporto e riparazione), costò mille ducati e il re mise la cifra a carico dell’Amministrazione cittadina.

L’orologio fu collocato, per volere del re, nell’attuale piazza del Municipio (allora Largo del Castello), davanti alla facciata del Palazzo di San Giacomo.

L’orologio, a quattro quadranti leggibili anche durante la notte, entrò in funzione nel novembre del 1854 (fu rimosso nel 1863) prendendo l’energia elettrica da cavi interrati collegati alla stazione telegrafica.

Ricordiamo che Napoli è raggiungibile partendo da tutte le destinazioni servite dai traghetti e dagli aliscafi Snav.